
il mio TEATRO
"Un pallone finito ad Auschwitz"
La vita, e la fine ad Auschwitz, di Arpad Weisz.
Un allenatore da tre scudetti in Italia.
"Quando la palla usciva fuori"
Un ragazzo con il suo pallone finisce in via Caetani, a Roma.
Era il 9 maggio del 1978.

CALCIO, ARTE CONTEMPORANEA, TEATRO, MUSICA, DANZA POPOLARE... MA NON HO ANCORA FINITO
Sergio Mari
Salerno, 1962
Per 14 anni sono stato un calciatore professionista, avendo calcato i campi di serie B, C1 e C2. Negli anni successivi ho gestito la galleria d’Arte contemporanea MB47 e ho intrapreso gli studi attoriali frequentando gli stage di Joseph Ragno dell’Actor’s Studio di New York e di Gary Brackett del Living Theatre.
La passione per la scrittura me la porto dietro da sempre: oltre al pallone mangiavo anche i libri, leggendoli, con l’obiettivo di scriverli. […]
L’incontro con Gaspare Nasuto, burattinaio internazionale, mi ha fatto conoscere la bellezza delle piazze quando nel mezzo viene montato un teatrino. E in quelle stesse piazze, in cui mi accingo con la mia baracca, ho avuto anche il coraggio di ballare le danze popolari. […]
L’incontro poi con Nicola Pesaresi, uno dei ventriloqui più acclamati nel nostro Paese, mi ha permesso di dare vita a Borotà.
Drammaturgia e regia sono solo piacevoli conseguenze di anni di studio, lavoro e passione.